Relazioni tossiche
Agyapal
Per questioni culturali e/o educative molte donne vivono relazioni tossiche pensando che siano relazioni normali. Le loro amiche in qualche forma hanno una simile dinamica di coppia, i loro genitori hanno dato l’esempio. Ma “normale” non significa sano. Che un comportamento venga tollerato dai più non significa che sia necessariamente corretto.
Qualcosa in loro dice che ciò cha stanno vivendo non è appagante, si sentono frustrate nonostante venga loro detto (e spesso si dicono) che non gli manca nulla. Questa idea la trovo incredibilmente manipolatoria e, purtroppo, tristemente difficile da sradicare. Ancora oggi spesso si confonde la garanzia di sostentamento con l’amore: avere una casa, una macchina, dei figli, la possibilità di andare in vacanza dovrebbe corrispondere all’autenticità del sentimento amoroso. Ma questa è una strumentalizzazione delle relazioni d’amore.
Due cuori, una capanna, due stipendi
“Sarà poco romantico ricordarlo, ma dopo aver teso la mano per farci infilare la fede, la tenderemo palmo all’aria per farci passare i soldi che ci servono. E questo, per quanto ci si ami, per quanto sia stata una decisione comune, per quanto suoni sgradevole e odioso, non rende il rapporto paritario e mette la donna nell’eterna condizione di chiedere. Non facciamoci illusioni. I figli crescono, l’amore cambia e si trasforma, in meglio o in peggio, ma i soldi resteranno sempre lì, a far pendere l’ago della bilancia in una direzione sola. I soldi pesano. E nessuno, tranne voi, penserà che ve li siete guadagnati. (…) I soldi non sono tutto, ma dove c’è uno squilibrio economico c’è uno squilibrio di potere.” (Fonte)
La paura del nuovo, la capacità di adattamento tipica femminile, la rottura di un equilibrio, per quanto nevrotico e infelice, spinge le donne a rimanere in situazioni disastrose per la loro salute fisica e mentale, coinvolgendo anche la sfera e la formazione emotiva dei figli, qualora ci siano.
Ci sono poi nuove teorie definite olistiche che scaricano sulla donna tutta la responsabilità di una relazione non appagante, perché “la donna non ha accolto il maschile nella sua vita”. E pensando di essere innovative e pro empowerment femminile, scaricano ancora di nuovo sulla donna la colpa del buono o cattivo funzionamento della relazione.
“Le donne sono afflitte da sintomi che in gran parte derivano dalla rimozione dell’identità e dell’istinto aggressivo che si tramandano da centinaia di generazioni.” – L’aggressività femminile, Marina Valcarenghi
Le relazioni prevedono uno scambio, una collaborazione e quando queste vengono a mancare o non sono tra pari, non possono essere considerate relazioni di coppia autentiche. Qualcosa è compromesso.
Di cosa parliamo quando parliamo di amore?
Parlare dell’amore oggi significa incappare in molti equivoci e in non poche difficoltà di carattere comunicativo. Quando si parla di “amore” si rischia di non avere un linguaggio comune, di non dare alla parola lo stesso significato, di non trovarsi sul medesimo terreno comunicativo. Conoscere significa distinguere, sapere che una cosa è quella che è e non tutte le altre. Ci sono troppe analogie nominali ma troppe differenze sostanziali quando si parla di amore. Ci sono difficoltà semantiche e rispettivamente troppi equivoci che riguardano tale argomento. La parola è un termine-ombrello, un cluster concept, cioè un “concetto a grappolo” troppo vasto e troppo differenziato per condensare i molteplici significati che ne discendono.
Rendersi conto di vivere una relazione tossica o non appagante è spesso difficile e spaventoso: rabbia, paura e senso di umiliazione creano un tumulto emotivo pericoloso che può condurre a uno scollamento tra i propri pensieri e le proprie azioni. Chi sono? Cosa voglio? Cosa devo fare per ottenere quello che voglio? Quando si vive in funzione altrui, quando si sperimenta uno stato di precarietà, ci si sente insicure e incapaci e si cercano conferme nell’altro.
Già accorgersi di questo processo interiore è un primo passo verso la felicità e l’autorealizzazione personale, purtroppo però la maggior parte delle volte cerchiamo il cambiamento solo dopo aver sperimentato un alto livello di rabbia e di dolore.
“Queste donne non riuscivano a vedere la differenza che c’è tra la gioia nell’essere approvate per quello che si è e la gioia di essere approvate per quello che un altro vuole che noi siamo.” – L’aggressività femminile, Marina Valcarenghi
Inoltre, all’interno di una relazione tossica succede che la messa in discussione della predominanza-prepotenza di un partner tende a esasperare ancora di più la sua aggressività. E, una volta conclusa la relazione, occorre lavorare duramente su sé stesse per interrompere abitudini mentali derivanti da vecchi schemi di pensare e di pensarsi.
12 cose da fare per liberarti di una relazione tossica
Ecco le importantissime dodici cose da fare per attivare il cambiamento:
1. Smettere di mettere i bisogni degli altri prima dei tuoi
2. Smettere di accettare e giustificare i loro comportamenti sbagliati
3. Smettere di cercare di vivere in punta di piedi per non dare fastidio
4. Smettere di credere alle persone intossicanti più che a te stessa
5. Smettere di mettere in discussione la tua capacità di prenderti cura con responsabilità della tua vita
6. Smettere di pensare che l’amore si più imparare
7. Smettere di pensare che parlando puoi cambiare le persone
8. Smettere di prenderti la responsabilità del loro umore
9. Smettere di accettare che puoi vivere senza soddisfare delle tue necessità
10. Smettere di mettere in discussione il tuo intuito, i tuoi bisogni, i tuoi pensieri
11. Smettere di avere paura di dire no
12. Smettere di tollerare abusi verbali, psicologici o fisici di qualunque entità
Vivi in funzione di te stessa, conosciti. Accetta l’angoscia del cambiamento, alcune tue fasi depressive, ma costruisci con amore la tua vita felice.
Esploriamo i legami che danno forma alla nostra vita per offrirti spunti per coltivare legami più autentici e armoniosi.
Riflessioni e consigli per nutrire rapporti familiari, di coppia, di amicizia e professionali.
Ogni relazione è un incontro, un dialogo tra mondi che si trasformano a vicenda.
Imparare ad ascoltare, comunicare e accogliere è parte di un cammino di consapevolezza. Come ha detto qualcuno, “Dio si trova nelle relazioni”.

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